L’educazione femminile in Giappone, dame di corte nel periodo storico Heian

Un  viaggio a ritroso nel tempo nel  libro l’educazione femminile in Giappone. Nel primo capitolo evidenzierò l’educazione femminile durante il periodo storico giapponese, Heian (794-1185 d.C)! In esso viene descritto in modo particolare il modo di vivere delle dame di Corte, del loro porsi nei confronti degli uomini, delle loro abitudini e modi di comportarsi e di vestirsi molto particolari. Un periodo storico particolare, descritto in modo dettagliato dalle famose dame di corte , che si succedettero durante il periodo Heian, tra le quali annovero Sarashina, Shonagon,   Murakami e Izumi Shikibu. Leggendo questo capitolo si nota anche l’accuratezza e la semplicità dell’abbigliamento femminile e del modo di porsi delle donne reali in Giappone, estremamente diverse dalle principesse e regine occidentali.  Racconti ed aneddoti singolari, raccontate da queste quattro donne in Giappone.

Di seguito il link e la sinossi del libro:

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/leducazione-femminile-in-giappone.html

Educazione infantile giapponese

L’educazione femminile in Giappone!

Essere donna in Giappone!

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Ringrazio tutte quelle persone che hanno provato interesse per la mia tesi, ora diventato un libro. Un lavoro lungo ed appassionato che mi ha portato dopo tanti anni alla sua pubblicazione. Una tesi in cui ho creduto pienamente e mi ha riconfermato la mia passione e direi vocazione per una delle culture più affascinanti e misteriose che esistono, quella giapponese.

Grazie ancora

Educazione infantile giapponese

L’educazione infantile giapponese, le sue diversità e i suoi metodi pedagogici adottati nella scuola elementare Komatsudani in Giappone, tutto viene affrontato ed analizzato nel libro l’educazione femminile in Giappone. I metodi educativi e pedagogici giapponesi sono differenti nell’educazione tra maschi e femmine. I bambini, sin da piccoli, vengono iniziati ad un tipo di comportamento ed atteggiamento differente, che crescendo manifesteranno nell’età adulta. Nel libro saranno messi in evidenza anche il ruolo e il rapporto insegnanti/genitori, ma in primis quello della mama educazione, ossia il ruolo onnipresente della madre nel seguire ed educare i propri figli.

E’ possibile acquistare il testo su Youcanprint :

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/leducazione-femminile-in-giappone.html

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Sushi

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Mangiare giapponese è diventato ormai un cult! Quasi tutti mangiano sushi e sashimi! Personalmente, essendo amante del pesce, vivrei solo di sushi, ma quello buono , fresco!
Non sempre è facile trovarlo ! Diffidate dalle imitazioni *_*** !
Cio’ che amo in un ristorante giapponese , non solo è il cibo, ma anche come viene presentato, e l’ ambiente orientale di un locale giapponese!
Se dovesse rinascere , rivivrei la mia seconda vita in Giappone! Seguirei il mio cuore ” orientale”:-)
E buon sushi a tutti!

Verso un futuro migliore….

ll Castel Sant’ Elmo a Napoli  è stato luogo di una mostra di notevole impatto emotivo e di grande interesse, oltre ad essere di attualità.  La mostra Senza/tomica , voluta dall’ istituto buddista italiano Soka Gakkai, è interamente dedicata ad un potenziale mondo libero dall’ utilizzo delle armi nucleari. Cercare di trasformare lo spirito umano, rendendolo appunto libero dal’utilizzo distruttivo delle armi nucleari, in questi caso dalla bomba atomica.
L’evento mira ad un’ampia sensibilizzazione delle coscienze, a dover pensare a quante energie e soldi sprecati in un gioco di potere, serviti eventualmente a scopi , a mio avviso , non rispettosi del genere umano, come la presenza in alcuni paesi di ordigni nucleari. Ma andiamo con ordine!
Durante il percorso c’è la possibilità di seguire la mostra con una guida, in modo tale diventa più chiaro il motivo e il significato di questo evento! La mostra è divisa in quattro sezioni differenti.
La prima si basa sul significato di sicurezza. Dalla sicurezza di un’ arma nucleare ( che sicura alla fine non lo è) fino ad arrivare alla consapevolezza di una maggiore sicurezza sui propri bisogni primari, tra cui un minimo grado di istruzione, garantito per ciascun popolo e in ciascun paese.
La seconda sezione è garantire il diritto alla vita di tutti i popoli. Un’arma nucleare non garantirebbe certamente una vita per un essere umano. Ciò è stato dimostrato purtroppo 70 anni fa con lo sgancio di due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. La potenza distruttiva e letale di una bomba nucleare ha conseguenze inumane inimmaginabili.
La terza sezione è cambiare la visione del mondo:da una cultura della paura a una cultura della fiducia reciproca. Riuscire ad avere un animo più proteso verso il dialogo, a non essere aggressivo. E questo a partire da noi stessi, in un contesto familiare, sociale o lavorativo. L’aggressività o violenza genera altra aggressività . Riuscire a pensare e interagire con un animo di conciliazione o promuovere un sentimento di fiducia, è la strada migliore a non arrivare a situazioni estreme!
Ed in ultima , ma non meno importante sono le azioni che costruiscono la pace. Nella praticità operarsi concretamente a sentimenti di pace.
Durante il percorso si è assistito anche ad una simulazione acustica dello sgancio di una bomba nucleare, a distanza di 60 km dall’epicentro. Ed è stato impressionante , sentendolo, avvertivo il suono fin dentro lo stomaco, ed è spaventoso pensare che una cosa mostruosa come questa potrebbe in un futuro succedere, e per me, nel mio piccolo, dovremmo un po tutti dimostrarci verso gli altri con un animo più tollerante, e pacifico, proprio per auspicare ad un mondo di pace, privo di questi ordigni terribili. Inoltre c’era una parte molto commuovente e di impatto emotivo, la testimonianza di alcune persone, sopravvissute alla bomba atomica di Hiroshima e Nagasaki. Ho trovato ammirevole come un popolo, dopo quello che ha vissuto tragicamente come la distruzione di massa che provoca un ordigno nucleare, si sia risollevato con tanta umiltà e dignità.

 

Io e il Giappone

Un amore speciale , di sangue per il Paese del Sol Levante….ha origini antiche,  quando era piccola, verso gli anni ‘ 70-80 quando nascevano quei cartoni animati che avrebbero rivoluzionato la mia infanzia! Una passione che è emersa in seguito anche con gli anime e i manga, i fumetti giapponesi! Ma è piu’ di un hobby particolare…ho avuto l’ occasione di discutere la mia tesi proprio sul Giappone, io lo chiamerei segno del destino! Scorre nel mio DNA, mi sento a casa mia parlando del Giappone, della cultura e tradizioni nipponiche. E, dulcis in fundo, ho fatto il viaggio piu’ esotico della mia vita ! Proprio in Giappone e ….si in quel luogo mi sono sentita me stessa, innamorata del loro ambiente, delle scritte impresse sui tabelloni o sui muri….potrei vivere in Giappone? È difficile porsi questa domanda  ..troppe diversita’ , troppe lacune da colmare….ma mai dire mai! E poi che dire della loro cucina? È un piacere mangiare del  sushi o del sashimi! Certamente cio’ che mangiamo qui è molto diverso da quello che si mangia in Giappone, ma pur sempre sano ! Il Giappone ha dominato diversi momenti della mia vita, ma sempre con intensita’! Un giorno spero di poter ritornare li’ doce tutto ha avuto inizio….di sentirmi ancora una volta parte integrante di questo meraviglioso paese!

Sayuri

Il fascino indiscreto dell’amore!

Un amore tra culture differenti riesce a sopravvivere?

Ieri ho visto con piacere un film, il fascino indiscreto dell’amore su La 5.

Narra di un legame profondo d’amore tra un’insegnante ventenne di francese e un ragazzo giapponese della stessa età. Il luogo dove si svolge il film è la bella Tokyo. Lei , nata in Giappone, si trasferisce per volere dei genitori per molti anni in Belgio, e il suo unico desiderio è ritornare nel paese dove è nata. Nonostante straniera, si sente parte del Giappone, ama follemente lo stile di vita giapponese. Segue un corso di giapponese e per vivere impartisce lezioni private di francese. Succede che ai suoi annunci risponde un ragazzo giapponese, desideroso di imparare il francese. Con il passar del tempo nasce un’attrazione tra loro e, anche un forte sentimento d’amore. Lui tradizionalista e conservatore, lei più libera ed indipendente tendono in alcuni casi a non conciliare i loro legame. Lui le propone senza mezzi termini di sposarlo, saltando il cosiddetto “fidanzamento” occidentale, lei invece tentenna, non perchè non lo amasse, ma una decisione cosi importante bisogna saperla prendere secondo dei tempi , che probabilmente un ragazzo giapponese non può facilmente comprendere. Il film si conclude che, dopo un tremendo terremoto a Tokyo e l’ondata anomala che devasta dappertutto, la ragazza , su implorazione di lui torna in Belgio e le loro strade per uno strano destino si separano.

Un film, dove l’amore tra due persone culturalmente diverse, viene trattato con molto tatto e delicatezza. Ho avuto modo di pensare a come è possibile portare avanti un rapporto di questo genere, senza un pò cedere alla cultura dell’altro. Soprattutto in Giappone c’è un divario culturale troppo esteso rispetto al modo di pensare occidentale, che sia francese, italiano o tedesco…. Soprattutto la condizione della donna è diversa dalla nostra. Certamente una donna giapponese può lavorare, ma il suo destino, una volta creatasi una famiglia, sarà completamente dedito ai figli!

Una realtà che , forse , un giorno potrà cambiare, almeno in parte?

 

 

 

Sushi che passione!

Il Giappone , un paese che non smettero’ di amare. Le sue tradizioni culinarie, le sue tecnologie ultra moderne, le sue contraddizioni ! Visitando alcune citta’ del Sol Levante ho provato la tradizionale cucina giapponese. E vi assicuro che è molto differente da quella che siamo abituati qui in occidente. Innanzittuttto ho provato zuppe di verdure, il famoso Ramen, super calorico ma eccellente. Cio’ che viene definito tradizione culinaria giapponese viene riferito a verdure crude o cotte, ma anche tempura. Mentre il sushi lo si puo’ trovare nei cosiddetti sushi bar, piccoli o grandi camioncini ambulanti dove i giapponesi amano ristorarsi durante la giornata o la sera dopo una lunga giornata lavorativa . Ad Osaka andai in un ristorante particolare, dove preparavano solo pietanze a base di granchio! Fritto come la tempura, in stile sushi, o cucinato in padella o ripieno. Ricordo che era squisitissimo! In Italia è impossibile mangiare la cucina tradizionale giapponese, ma in una versione di cio’ come il Giappone viene catalogato, ossia il pesce crudo , il sushi. In realta’ il sushi viene accompagnato, come si sa, dal riso cucinato a vapore. Poi c’ è il sashimi, pesce crudo in assoluto, che io amo alla follia! Negli ultimi anni si è verificata una vera novita’ della cucina giapponese, quella fusion. Si puo’ mangiare roll on con philadelphia e tempura di gamberi, oppure nigiri, ect. Ma personalmente niente è piu’ buono del sashimi, lo adoro. Inoltre sottolineo l’ aspetto salutare di questa cucina che , a detta di molti, allunga la vita! Consiglio per chi volesse approcciarsi a tale cibo, di provarlo!

Sayuri

La magia di Kyoto

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Kyoto, una citta’ da non dimenticare, una citta’ del Giappone piu’ antico, delle tradizioni, che ti colpisce, e ti rapisce il cuore! Con i suoi templi, i suoi infiniti giardini, le sue vie, i suoi ristoranti tradizionali, le sue case come la tradizione raccomanda! Puo’ capitare di incontrare una giovane maiko o una geisha, attente e schive allo sguardo straniero!Kyoto e’ tutto questo, l’ anti modernita’ per eccellenza, l’ antitesi di Tokyo, ma facenti parte della stessa medaglia. Tradizione e modernita’ , in contrapposizione perenne tra di loro. Chi comprende questo dualismo ha inteso cuore e mente del Giappone! Amero’ sempre questo paese, ormai e’ parte di me ….

Sayuri

L’educazione femminile in Giappone!

Con tanta soddisfazione e impegno ho pubblicato la mia tesi di laurea “L’educazione femminile in Giappone”. Ho potuto pubblicarla tramite Youcanprint in formato cartaceo e ben presto anche in Ebook. Di seguito la descrizione del mio libro.

Il Giappone e le sue mille sfumature! Un paese di contraddizioni, che ha da sempre esercitato un fascino particolare nell’immaginario occidentale. Questo libro vuole discutere la condizione femminile nell’ antica e moderna società giapponese.
Lo studio della condizione della donna in Giappone è stato scritto, considerando la sua evoluzione nel tempo: dalle dame di Corte del periodo Heian (794-1185 d.C.) alle donne emancipate del ventesimo secolo, fino alla situazione peculiare di una delle figure più emblematiche esistenti in Giappone, la geisha.
La donna, durante il suo lungo e difficile percorso storico, ha modificato sostanzialmente la sua percezione nell’immaginario collettivo maschile. Nella nostra era contemporanea, nonostante tanti cambiamenti anche positivi in campo lavorativo, esiste tutt’ora un accentuato servilismo nei confronti degli uomini. La mentalità maschile, nonostante profonde mutazioni temporali, è rimasta fondamentalmente tradizionalista.Oltre a discorrere della condizione femminile durante il periodo storico antico e contemporaneo ho voluto trattare anche dell’infanzia in Giappone ed in particolar modo delle tecniche e metodi pedagogici utilizzate in quel Paese.
L’educazione infantile è stata descritta nel solo Giappone contemporaneo, analizzando le diverse tematiche e metodi pedagogici attuati nella scuola elementare Komatsudani e della differenza tra l’educazione dei bambini, maschi e femmine. Ed in ultima analisi, ma, a mio avviso, la più affascinante l’educazione e la peculiare condizione della geisha , l’unica classe sociale femminile di rilevanza nell’antica cultura giapponese.
Nel primo capitolo viene descritto in modo particolareil modo di vivere delle dame di Corte, del loro porsi nei confronti degli uomini, delle loro abitudini e modi di comportarsi e di vestirsi molto particolari.
Nel secondo capitolo viene affrontato il ruolo e la condizione della donna nell’era moderna . Si analizza il suo cambiamento in campo lavorativo e la presa di coscienza della sua identità umana e delle sue capacità.
Negli ultimi anni, inoltre si è avuto anche un notevole aumento del tasso di istruzione superiore femminile, dato questo, a testimonianza dell’evoluzione della condizione della donna giapponese.
Nel terzo capitolo si descrive l’infanzia e l’educazione dei bambini giapponesi, sottolineando i metodi utilizzati dagli insegnanti giapponesi e la loro diversità rispetto alle metodologie occidentali.
In Giappone infatti la metodica di insegnamento è finalizzata a far socializzare i bambini tra loro: si da’ infatti maggiore importanza alla relazione bambino-bambino piuttosto che a quella bambino–insegnante più tipica della nostra cultura.
In ultima analisi, nell’ultimo capitolo viene discussa l’educazione delle donne e precisamente quella delle geishe tra il periodo Edo, che va dal 1600 al 1867 d.C., e l’era Meiji, che va dal 1868 al 1911, quando le geishe lavoravano nei cosiddetti Kissaten, cioè le botteghe del caffè, dove avevano il compito di servire i clienti, avere modi gentili e cordiali e conversare con loro.
Inoltre in esso, si analizza il ruolo e il particolare significato che ha assunto la figura della geisha non solo nell’antico Giappone ma anche in quello contemporaneo.
Infatti, in questo capitolo viene affrontato anche l’educazione molto severa ricevuta da una donna occidentale, Liza Dalby, in una comunità di geishe, nella città di Kyoto.
Scopo di questa opera è il tentativo di fare “avvicinare” la nostra cultura a quella giapponese, nella convinzione che attraverso la conoscenza di questa società sia possibile apprezzare e conoscere alcuni aspetti del modo di vivere e dei costumi del Giappone.

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Di seguito il link!

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Di seguito la mia biografia

Rosa Pica, nata a Napoli l’11/10/1974, laureata in Filosofia con indirizzo psico – pedagogico presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II,  autrice di quest’opera , “ L’Educazione femminile in Giappone”, in origine sotto forma di tesi. Lavora come Data Manager in protocolli di ricerca sperimentali e scientifica. Amante della lettura, dello scrivere , del viaggiare e specialmente della cultura orientale ed etnica, soprattutto quella giapponese. Ha visitato diversi paesi occidentali, tra i quali,  Francia, Repubblica ceca, Portogallo, Italia, immergendosi nella loro cultura, ed affascinata  dal più esotico viaggio della sua vita ,quello in Giappone. Sempre desiderosa di conoscere e immergendosi in modi di pensare e in culture differenti dalla propria, e di arricchirsi umanamente e culturalmente. Nel tempo libero scrive recensioni su Napoli.

Aggiorno questo post inserendo il link della pagina facebook della mia tesi “L’educazione femminile in Giappone”

https://m.facebook.com/leducazionefemminileingiappone/

Grazie ancora del vostro interessamento mostrato.

Sayuri

 

Vivreste nel Paese del Sol Levante?

Appassionata da sempre di cultura orientale, in special modo quella giapponese, mi sono posta una domanda : è possibile per un occidentale adattarsi allo stile di vita e alle regole del Giappone? per quanto attratta dalla cortesia e dal loro essere disponibili nei confronti degli stranieri, vivere in Giappone significa mettere in discussione e rivoluzionare la propria cultura, integrandosi totalmente in quella nipponica. Ovviamente il mio discorso è inerente sia ad un uomo che a una donna occidentale, forse per la donna è una condizione differente rispetto all’uomo giapponese. Innanzitutto nonostante il Giappone rispetto ad una cinquantina di anni fa , si è notevolmente progredito non solo industrialmente ma anche sul modo di pensare ” femminile”, anche se mentalmente c’è una forte contraddizione di pensiero sul concetto di essere donna in Giappone. Al giorno d’oggi come in Occidente, anche in Giappone la condizione femminile è notevolmente migliorata, dal punto di vista lavorativo, ma nell’universo maschile c’è ancora una sorta di differenza tra uomo e donna e, non me ne vogliate, un piccolo e significativo maschilismo nei confronti delle donne. Per cui dal mio punto di vista vivere in Giappone per una donna è più difficoltoso rispetto ad un uomo occidentale. L’unica classe sociale femminile rispettata sia dalla donna che dall’uomo giapponese è la figura emblematica della Geisha, anche se attualmente le giovani donne preferiscono non sottoporsi più ad una severa e rigida educazione delle geishe e delle maiko ( apprendiste geishe), ma piuttosto diventare una normale donna giapponese. Ho subìto sempre un fascino dalla figura della geisha, leggendo diversi libri su di loro, sulla loro formazione. Essere Geisha significa essere una persona d’arte, compiacere ed ammaliare gli uomini ,intrattenerli con danze e con diverse cerimonie,  ma in realtà sono gli uomini che sono alla mercè di queste donne e non il contrario. La loro impercettibile bellezza la si comprende , conoscendo le loro origini, la loro storia e il loro concetto di donna , molto complesso e articolato. Ritornando alla mia domanda, forse tutto sommato vivrei in Giappone, se si è disposti a cambiare totalmente il proprio modo di vivere la vita, però senza necessariamente cambiare se stessi. 

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