
Quel giorno andò a correre , non l’aveva mai fatto prima.
Corse lungo il sentiero , costeggiato da un’infinità di piante, alberi sparsi qua e là. Con le sue cuffiette amava ascoltare la musica, quella profonda e sentimentale….
Finalmente dopo tanto tempo sentì respirare aria pulita , quell’aria che le mancava da tempo, forse le è sempre mancata…
Era felice ma non lo diceva nessuno, voleva che gli altri guardandola se ne accorgessero …. notassero la sua felicità ….
Giselle , il suo nome l’aveva sempre amato , forse non significava nulla per gli altri, ma per lei era unico…
Parigi si destava da una lunga notte innevata …
Giselle era prossima alla laurea… aveva studiato ed amato i suoi studi di medicina.
Avrebbe scelto la specializzazione in psichiatria infantile. E’ stata dura e tortuosa arrivare a ciò che si era prefissata. I genitori l’avevano spronata a concludere i suoi studi.
La sua famiglia era benestante, medio borghese, molto decisionale, dove la nostra Giselle si ritrovava più a scontrarsi.
Giselle aveva due sorelle più piccole , di 20 e 15 anni. Entrambe libere e ribelli, molto diverse tra di loro.
Giselle amava scrivere poesie e piccoli racconti d’amore, di temperamento mite ,
La vita della nostra protagonista scorreva senza intoppi.
Mancava poco alla sua laurea.
Era fidanzata con un bel tipo, magnetico e un pò enigmatico
A volte sentiva prigioniera di un legame saturo.
Desiderava da tempo dei cambiamenti che non avvenivano, sentirsi libera di guardare oltre , anche se questo significava interrompere dei rapporti con le persone.
Fra uno o due mesi avrebbe iniziato la specializzazione in psichiatria infantile.
Durante il suo percorso di studi scelse un esame sulla genetica . L’appassionava conoscere le proprie origini e il proprio corredo genetico.
Pensava di iscriversi su una di quelle piattaforme americane per creare il proprio albero genealogico. Aspirava a conoscere verità nascoste , magari conoscere i propri antenati.
La sua famiglia era molto oppressiva , esercitava un eccessivo controllo. Ma avvertiva dentro di lei che c’era qualcosa che non andava.
Spesso le sovveniva di pensare di non essere loro figlia o almeno percepiva qualcosa di nascosto tra isuoi familiari.
Il fidanzamento proseguiva lineare , casa, studio e qualche vacanza annuale senza colpi di scena.
Trascorsero ben 3 anni e Giselle si ritrovò specializzata in psichiatria infantile.
Decise di continuare la specializzazione in qualche ospedale francesce a Parigi .
Amava la sua Parigi , con i suoi monumenti , le sue strade, il suo romanticismo.
Scelse la sua specializzazione presso il gruppo ospedaliero universitario di neuroscienze e psichiatria a Parigi. Ne fu molto felice.
In questo ospedale avrebbep otuto conosvcere persone preparate in questa disciplina ed aiutare bambini ed adolescenti in difficoltà.
Era una disciplina che l’aveva sempre attirata. Conobbe dottori e professori che la sostennero durante il suo percorso medico ed universitario.
Aiutare le persone, come i bambini era un mdo per stare bene con se stessi.
Almeno questo era ciò che pensava Giselle. Non lo sapeva ma da lì a qualche mese la sua vita sarebbe cambiata inaspettatamente.
Il suo rapporto con l’amore è sempre stato mancante.
Mancante nei rapporti familiari , personali , con le persone che ha conosciuto, persone superficiali che hanno solo usata la sua buona fede, la sua disponibilità…
Passarono diversi mesi e Giselle finì la specializzazione.
Trascorse le sue giornate tra pranzi familiari e uscite con amici e rimpatriate di vecchi amci.
Nel frattempo il suo fidanzato le propose di vivere insieme, lei un pò titubante non rispose alla sua proposta. Aveva in mente una vita diversa, libera da troppi compromessi, ma sapeva che prima o poi avrebbe dovuto dargli una risposta.
Fabrice, il suo fidanzato proveniva da una famiglia benestante, con una bella casa nel quartiere di MontMartre.
I suoi genitori si separarono quando lui e i suoi fratelli erano piccoli, ma Fabrice seppe gestire al meglio questa situazione. Vissero per un periodo con i nonni materni , fino a quando la madre ebbe il trasaferimento da Londra a Parigi. Il padre purtroppo ebbe un infarto sul lavoro. Già in passato ebbe una lieve ischemia per il forte stress; lavorava e viaggiava molto .
All’età di 63 anni il cuore non resse e morì. Trascorsero due anni dalla sua morte e i figli decisero divivere con la madre e i nonni.
Giselle e Fabrice si conobbero tre anni fa ad un concerto musicale e si piacquero da subito.
La loro relazione inizialmente non fu condivisa dalla mamma di lui, preoccupata pù della sorte che lei ebbe in passato con il suo ex marito. Conoscendo meglio Giselle imparò ad apprezzarla e a velerle bene.
Si aspettava che i due ragazzi si sposassero …
Ma non fu così….
Trascorsero diversi mesi e Giselle , finita la specializzazione cominciò a destreggiarsi tra i diversi ospedali , facendo inizialmente volontariato e poi riuscì ad ottenere il contratto come psichiatra , affiancando il primario del reparto.
Fu un’esperienza che lei non dimenticò. Aiutare i bambini nel loro difficile percorso fu da stimolo per lei nella sua professione.
Nel frattempo Fabrice notò un allontanamento di Giselle , e una sera la invitò a cena per parlargliene.
Giselle ruotò introno al problema… sapeva di non amarlo più come prima.
Era troppo concentrata nel suo lavoro e nella sua carriera.
Gli disse che i suoi sentimenti non erano più gli stessi da tempo… e con le lacrime si lasciarono.
Dopo un anno da quel giorno Fabrice incontrò un nuovo amore e si sposarono , esaudendo anche il desiderio della madre.
Nel frattempo Giselle continuò il suo persorso da medico .
In ospedale arrivarono nuovi medici e personale sanitario. Giselle continuò la sua vita curando i suoi giovani pazienti ed uscendo con qualche amica e qualche uscita sporadica maschile.
Trascorse un anno e una sera sotto la pioggia ebbe un incontro inatteso con un tipo sulla moto . Il ragazzo , 35 enne non la vide e fermandosi d’improvviso scese dalla moto ed aiutò Giselle ad alzarsi da una pozzanghera .
Lui , occhi chiari capelli castano scuro , sguardo penetrante , emblematico catturò l’attenzione di Giselle.
Rimase impietrita , attratta da questa bellezza mediterranea, nonostante gli occhi chiari , azzurri e i suoi capelli scuri e mossi.
Lei chiara di carnagione ma con i suoi occhi scuri e capelli rossicci non riuscì a dire niente se non … scusami è stata colpa mia , non ti avevo visto.
D’improvviso tutta la sua sicurezza che aveva con i suoi bambini sparì…
Lui si chiamava Stephan e l’aiutò a rialzarsi tra il vento e la pioggia.
Ciao le disse quasi intimidito dalla bellezza naturale e senza veli di Giselle.
Ciao piacere sono Stephan e tu? avrai un nome , bellissima donna …
Stephan sapeva come trattare una donna e conosceva la natura femminile , sempre desiderosa di essere ammirata e compiaciuta!
Giselle rispose sarcastica allo stesso modo… ciao, bellissimo uomo dagl iocchi azzurri , sono Giselle …
E dopo nemmeno 10 secondi scoppiarono a ridere , mentre la pioggia tintinnava sui loro vestiti….
Vuoi un caffè caldo per farmi perdonare da questo piccolo scontro … Giselle?
Grazie… accetto molto volentieri Stephan…
Fortunatamente smise di piovere e andarono a piedi ad un bar lì vicino .
Stettero un pò di tempo a prendere un corroborante caffè e a parlare un pò della loro vita.
Il tempo trascorse e non si resero conto del tempo passato.
Si salutarono con la promessa di rivedersi al prossimo incontro.
Il lavoro in ospedale trascorse bene per Giselle, imparò ed acquisì sempre maggiori competenze.
Un giorno mentre si preparò per andare in ospedale incontrò inaspettatamente in reparto un ragazzo dalla divisa infermieristica che la salutò e l’abbracciò…
Ciao Giselle..
Ciao … Stephan … ma cosa ci fai qui?
Cara Giselle per lo stesso motivo per cui vieni tu! disse così in modo sarcastico , come piaceva a Giselle.
Mi piace il tuo modo di rispondermi…. ma non avrei mai immaginato di incontrarti proprio qui?
Sei quindi infermiere?
Si… sono stato assente per un lungo periodo …
ma adesso potremmo vederci tutti i giorni… e magari…
avere un rapporto al di fuori del lavoro che ne dici?
Giselle ci pensò su… non era convinta frequentare un collega e… innamorarsi …
Ma l’attrazione era molto forte … voleva al meglio gestire il lavoro e i suoi sentimenti.
Ma sapeva che le emozioni non potevano essere controllate o gestite con un pulsante ….
Sapeva che lei quando amava sapeva darsi al 100 per cento… non si misurava..
Giselle era così….
D’accordo, gli rispose… per una frequentazione così ogni tanto va bene…
Stephan le sorrise…. e capì subito la sua esitazione…..
Gli bastava poco per capirla… sapeva leggere tra le sue parole non dette , i suoi occhi erano trasparenti , talmente chiari e palpabili … Lui aveva imparato in poco tempo ad intuire i suoi pensieri….
Tutto bene Stephan?
Si certo …. Dottoressa!
Risero insieme senza accorgesene.
Poi si presero un buon caffe dal distributore e si salutarono. Ed ognuno tornò alle proprie attività.
Era mattina presto , il sole entrava silenzioso nella camera di Giselle.
Erano le 07:15 di un sabato qualunque…
Oggi Giselle non sarebbe andata in ospedale, aveva preso un giorno di ferie per rilassarsi in casa ed eventualmente uscire un po per una salutare passeggiata in campagna.
Nonostante vivesse a parigi, la sua casa si trovava in un rione alberato , pieno di verde e qualche collina nei dintorni.
Stephan decise anche lui di riposarsi e programmò un saluto veloce a Giselle.
Ormai si stavano frequentando da un paio di mesi… ma lui voleva fare le cose con calma con lei.
Stava diventando troppo importante il loro legame.
Entrambi avevano sentito sin dall’inizio una sintonia innata , irrazionale.
Ma il loro destino sarebbe stato molto diverso da quello che si aspettavano…
Giselle si svegliò di buona lena quella mattina. Doveva andare in ospedale prima del previsto per evitare traffico in città.
Aveva iniziato da poco l’ambulatorio. E quel Lunedì sarebbe iniziato molto presto.
Arrivò prima delle sette e mise l’auto nel parcheggio dell’ospedale. Salì in reparto , mise in fretta il camice , salutò i colleghi e si avviò in ambulatorio.
C’erano tanti bambini ed adolescenti che adoravano lei, la sua dolcezza , la sua pazienza nel saper trattare i loro piccoli grandi problemi.
C’era un ragazzo di 17 anni con una malattia bipolare ; lui sosteneva che da quando ha conosciuto la dottoressa Giselle si sentiva diverso, più calmo. Nonostante i farmaci che prendeva, parlare di sè, dei suoi sentimenti con Giselle vedeva le cose da un’altra prospettiva.
Giselle sapeva leggere dietro le righe, dietro la sofferenza nascosta dei suoi pazienti.
Certo non aveva molta esperienza, ma aveva molto cuore ed empatia.
Robert , il ragazzo bipolare , era sollevato di poterla vedere e parlare con lei.
Sapeva affrontare la sua vità in modo diverso.
Giselle preferiva trattare i ” suoi ragazzi” senza l’intervento dei familiari.
Questo serviva a far uscire il lato nascosto dell’anima dei suoi pazienti.
Parlava in casi rari con i genitori.
Le sedute che faceva erano principalmente ad individuare la problematica dei suoi pazienti senza l’interferenza diretta dei familiari.
Altri psichiatri condividevano i suoi metodi, anche se consigliavano un approccio indiretto ed amichevole con i genitori dei ragazzi.
Trascorse del tempo … Giselle e Stephan cominiciarono a frequentarsi assiduamente…
Andarono a cena fuori, qualche week end in giro per la Francia , e insomma impararono a conoscersi e a volersi bene.
ma c’era qualcosa di inspiegabile fra di loro, una sintonia intellettuale, mentale …
Nonostante il sentimento che li legava non riuscirono ad andare oltre il bacio…
Eppure il trasporto c’era , ma avrebbero scoperto qualcosa di sconcertante dopo tanto tempo … un segreto che li avrebbe legati per sempre.
Trascorse un pò di tempo ….
Un giorno Giselle andò al lavoro come sempre e si domandò come mai Stephan non si era presentato per circa 1 settimana.
Chiese un pò tra i colleghi, ma nessuno seppe come mai non fosse venuto nè tantomeno avvisò il personale amministrativo della sua assenza.
Giselle pensò a lui tutto il giorno e decise di contattarlo , ma sul suo cellulare c’era la voce della segreteria telefonica.
Improvvisamente il cellulare di Stephan emise un suono e Giselle ne fu lieta , ma al tempo stesso spaventata della risposta che avrebbe potuto darle….
” sono sparito perchè non m iinteressi più…. sono andato via per curarmi da un male incurabile… ect…”
I pensieri di Giselle scivolano dal melodtrammatico al tragico…
Pronto… fu la voce squillante di Stephan…
Giselle , sollevata dal sentirlo, gli chiese dov’era e come mai non fosse più venuto al lavoro….
Stephan rise e disse: ” ti sei preoccupata che fossi sparito … dalla tua vita?
Ci fu un minuto di silenzio …
” si” rispose Giselle
Sono in viaggio per l’Europa con mio padre…. avevamo bisogno di ritrovarci dopo tanto tempo…
Ah ok… allora hai fatto bene…
ci vediamo quando torni?
certamente!
Non ti libererai di me tanto facilmente bellissima dottoressa.
Trascorsero 15 giorni , e Stephan rientrò a Parigi.
Il giorno dopo si svegliò alle 06:00 e decise d ifare una sorpresa a Giselle.
Ordinò subito la colazione al bar dove presero il loro primo caffè insieme e si avviò subito alla casa di Giselle . Appena arrivato vide il cameriere che stava bussando al citofono.
Gli disse che avrebbe portato lui la colazione a Giselle .
Il cameriere divertitò se ne andò.
Stephan bussò alla porta e vide una Giselle appena svegliata da una lunga notte insonne e con un pigiama rosa con disegnati dei fiori …. pensò tra se e se :” che dolce bambina cresciuta …. la amo troppo!”.
Rise beato a guardarla e lei imbarazzata disse semplicemente :” che ci fai qui …. a quest’ora?”
Sono qui a sorprenderti biscottina ….
Lei capì della sorpresa dolce che l’aspettava.
Lo fece entrare e si buttò fra le sue braccia …. si baciarono questa volta volta con enfasi e trasporto.
Giselle fu felice di vederlo e … mangiarono la colazione insieme.
Il giorno dopo organizzarono una gita insieme fuori porta in campagna, dla momento che non avrebbero lavorato.
Fu una giornata indimenticabile soprattutto per Giselle.. Lei che era abituata a lavorare sempre , a dedicarsi a sistemare casa e a diciamolo a sacrificarsi per gli altri…. adesso era diverso…
C’era una persona nella sua vita , un uomo innamorato di lei…. ma quanto sarebbe durato?
Ma non voleva rovinare la giornata con lui con questi pensieri negativi…
Il loro amore cresceva di giorno in giorno…
Giselle conobbe con Stephan il significato del vero amore, quello di darsi incondizionatamente, senza riserve…
Mentre Stephan , per quanto innamorato fosse non riusciva a donarsi a lei completamente, soprattutto per il suo vissuto e non sempre parlava del suo passato…
Giselle sentiva ed avvertiva il suo lato nascosto, ombroso…
Ma nonostante ciò rispettava i suoi silenzi, le sue fragilità.
Arrivò quel giorno che Giselle non dimenticò…
Il padre di Stephan si aggravò ulteriormente. Anni fa ebbe un attaccò di febbre molto alto, andò in ospedale e gli diagnosticarono una grave polmonite . Si curò e stette via per diverso tempo in una zona della Francia meno inquinata e più pulita.
Stephan saltuariamente lo raggiunse per stargli vicino.
Il passato di Stephan non sempre è stato felice . Sua madre si separò dal padre molto presto, quando il loro figlio aveva 10 anni. Si trasferì in Svizzera per lavoro. Era medico pediatra ed ebbe questa occasione di aprire una clinica privata rinomata per curare i bambini.
La sua scelta di vita personale e lavorativa turbò molto Stephan. Suo padre invece capì le motivazioni della moglie , che avrebbe scelto la sua carriera alla sua famiglia.
D’altronde non era quel tipo di donna che si sacrifica per la famiglia … o forse era anche intenzionata a farlo, ma il suo lavoro era più importante .
Stephan in effetti era nato prima che i suoi genitori si sposassero. Erano appena ventenni, entusiasti della vita , ma troppo giovani per accudire un bambino.
Il loro matrimonio durò poco… finchè la madre di Stephan prese la decisione di separarsi…
Stephan soffrì di questo e maturò una convinzione nei confronti delle donne non positiva.
Giselle non sapeva nulla di questa situazione nè tantomeno della malattia del padre.
Era notte fonda… Giselle si alzò improvvisamente dal letto sudata , avevo i battiti del cuore accellerati …
” oddio ” …. disse e si mese le mani frai capelli… Stephan dove sei….
Capì di aver avuto un incubo, il peggiore…
Erano le tre di notte , si fece una camomilla con abbondante melatonina.
Finalmente con molta fatica si riaddormentò…
Si alzò tardi la mattina dopo… avvisò l’ospedale che non sarebbe andata e …. volle chiamare Stephan…
Solo che non sapeva che dirgli… aveva fatto un brutto sogno , che a stento ricordava di averlo sognato in un luogo sconosciuto e che aveva avuto forse un incidente.
Erano le due di pomeriggio e il suo cellulare squillò…
Giselle perchè non sei venuta al lavoro?
Stai bene?
Per favore dimmi la verità…
No no… tutto bene… solo che stanotte ho dormito male… un sogno strano…
ok….
Vuoi che passo da te per stare insieme?
Scusa , le disse lei… ma tuo padre non sta bene? non devi stare con lui?
Tanquilla amore , ho chiamato una signora per fargli compagnia…
… una badante ?
Si una specie … pero ora non parliamo
di mio padre … ho bisogno di starti vicino…. dopo il mio lungo viaggio non siamo stati insieme ….
Ok Stephan vieni…. ma ho un po di sonno arretrato … parleremo se vuoi
Certo amore mio … cosa pensavo avessimo fatto!
Caro tesoro con tutto è possibile … ma sono felice che vieni…
Ok mia bella dottoressa. A dopo.. baci
Giselle andò a sistemarsi un po… una doccia veloce , un leggero trucco e indossò un bel vestito turchese…. corto ma non troppo e mise degli orecchini pendenti che facevano risaltare il suo viso …
Suonò il campanello ed era Stephan…
Giselle corse ad aprire e lui la guardò e la strinse forte a sè… mi sei mancata dottoressa….
Anche tu… Stephan
Si baciarono profondamente…
Come sta tuo padre ?
Meglio ora … ma dovrà fare molte sedute di terapia ed ossigenazione.
Il fumo lha ucciso in tutti questi anni.
Si … amore il fumo danneggia i polmoni ….
Bello quando mi chiami cosi….
Si Stephan …. è il mio modo di volerti bene e di appartenerci…
Le sfiorò dolcemente il mento e la baciò sulla fronte …. era il suo modo di proteggerla ….
La giornata passò e decisero di cenare fuori … andarono in un ristorante italiano.
Stephan conosceva molto il mondo , anche e soprattutto l’Italia .
Ci andò da piccolo con i suoi genitori ed in seguito con il padre.
Visitò la Toscana, il Veneto e alcune regioni del Sud Italia. Amo’ la cucina italiana e volle anche che Giselle apprezzasse i sapori dell’Italia.
Giselle cominciò ad assaporare i piatti della famosa dieta mediterranea !
La pizza , la bolognese, la carbonara, il sapore della vita , perché la cucina italiana ti faceva vivere …. e Giselle capì il significato di quel sapore così lontano da quello francese , ma non troppo lontano da quello a cui era abituata .
Mangiarono pesce e bevero un buon vino locale.
Si era fatto tardi …
Stephan accompagnò Giselle a casa e dopo il bacio della buonanotte se ne andò…
I loro cuori erano della stessa sostanza …la stessa sintonia …. ma al tempo stesso c’era un’ombra tra di loro , impercettibile ….
Per una settimana Stephan non si fece sentire…
Giselle andò al lavoro come sempre e si meravigliò di non trovarlo al lavoro, ma non se ne preoccupò più di tanto…
Il giorno dopo andò a casa sua e gli chiese come stesse e non si meravigliò della sua risposta…. ” volevo stare per conto mio….”
lei un pò risentita gli disse “ok… fai come credi”
Aspetta Giselle … non è come credi …. oltre te non mi vedo con nessuna.
Lo spero Stephan … ero passata solo per vedere come stavi….
Grazie … entra ti offro da bere
Ma solo un ‘oretta perchè poi devo fare dei servizi per mia madre…
Anche se trascorse velocemente quell’ora Giselle si sentiva magneticamente presa da Stephan…. era inspiegabile il loro trasporto , la loro unione …. ma Giselle percepiva tra di loro qualcosa che oltrepassava l’amore ….un senso di appartenenza , inviolabile …. un affetto che andava oltre il normale volersi bene… il normale amarsi tra due innamorati.
Ma solo con il tempo avrebbe capito molte cose ….
Giselle per quanto razionale potesse essere, aveva la natura dominata da un forte istinto , intuito … sapeva leggere le persone. ..
Un giorno a casa Giselle stava guardando diverse fotografie da piccola, e si soffermò su una in particolare … era una festa di compleanno, la sua.
Avrà avuto 4 – 5 anni anni e in una di queste c’era un uomo alto , bruno a pochi metri da lei…
Non ricordò mai chi fosse …
Nella foto ingiallita si intravedeva uno sguardo familiare di questa persona … cercava di sforzarsi a capire o ricordare chi potesse essere…
La madre non c’era , ma si ripromise di chiedeglielo appena sarebbe tornata dalle compere…
Nel frattempo Stephan sentì il padre, stava migliorando dal loro ultimo incontro….
Ma stava seguendo una terapia per riprendersi dalla polmonite acuta che ebbe mesi fà…
Improvvisamente il suo cellulare squillò , ma lui evitò di rispondere …
Non aveva voglia di parlare con nessuno , tanto meno con Giselle
Viveva i suoi momenti di silenzio , i suoi periodi di distacco dalle persone , amava la solitudine , soprattutto quando non sapeva come confidarsi con gli altri, quando le sue paure di confrontarsi con gli altri erano più forti …. magari ciò dipendeva dal suo rapporto mancato con la madre….
Giselle sapeva dei suoi sentimenti per Stephan e della loro profondità…
E si fidava di lui o meglio di ciò che provava per lei , per la sua Giselle …
Ciò che dubitava era il suo cuore ferito , la sua ferita incolmabile che lo portava ad allontanarsi dagli altri e dalle persone che lo amavano , compresa lei, la sua Giselle.
Giselle rispettava i suoi silenzi , la sua solitudine …. be’ ne soffriva un po , ma sapeva che lui sarebbe tornato da lei …
Questa volta la sua relazione con Stephan subì un’incrinatura inaspettata.
Le altre volte succedeva che lui la chiamava, trovava le sue scuse perp oterla vedere, sapendo sempre nel suo perdono, quasi scontato.
Ma questa volta passarono due settimane e nessuna notizia di Stephan.
La madre di Giselle vide sua figlia triste , c’era un’ombra nei suoi occhi, ma non le disse niente….
Sapeva di Stephan e del suo passato ….
Lo vide quialche in una foto con Giselle e le era parso familiare, un viso che aveva già visto prima.
Giselle come ogni mattina andò in ospedale, ormai era una dottoressa amata dai suoi piccoli pazienti e ben voluta dai suoi colleghi.
Di Stephan non seppe nulla, se non che erano 15 giorni che non veniva al lavoro…
Riuscì per caso ad avere un’ informazione sul suo ragazzo o almeno quello che lei riteneva tale!
Aveva chiesto un trasferimento di mobilità in un’altra città vicino Parigi .
Giselle rimase sconvolta e senza parole.
” Perchè non me l’ha detto… potevsmo discuterne come una coppia normale”…
cominciò a chiedersi senza trovare un motivo logico …. forse doveva aiutare il padre malato … oppure si era fatta sentire la madre dopo tanto tempo….
Quella notte non riuscì a dormire, erano troppo i pensieri che scivolavano nella sua mente….
Ma decise di ignorarli e continuare la sua vita…
Il dolore di Giselle per Stephan crebbe giorno dopo giorno…
Un giorno confidò alla madre ciò che la turbava e pianse come non aveva mai fatto.
la madre ascoltò le sue parole e le diede forza di continuare la sua vita anche senza Stephan….
Passarono un paio di mesi… Giselle era ormai alla fine della sua specializzazione in psichiatria infantile.
Sembrava di stare bene o almeno aveva la parvenza di esserlo.
Riprese un pò la sua vita di sempre, prima di incontrare Stephan.
Le notti non sempre erano serene, ma sapeva che quel vuoto lasciato dal ui,sarebbe con il tempo sparito…
Stava meglio , si sentiva sollevata di sentire sua madre incoraggiarla a superare questo lungo momento difficile.
Ma lei non sapeva le motivazioni che spinsero il suo ormai ex ragazzo a lasciarla , nonostante fosse innamorato di lei…
Non avrebbe mai pensato o immaginato le azioni di Stephan …
Erano trascorsi diversi mesi da quando Stephan partì misteriosamente da Parigi.
Si diresse in un paesino della Francia, vicino Rennes …
Decise improvvisamente di allontanarsi da Parigi , dall’ospedale e da Giselle.
A Rennes c’era il padre che viveva da un pò per riprendersi dalla sua malattia.
La madre andò a trovare l’ex marito dopo tanto tempo, sembrava che avessero chiarito le loro incomprensioni. Ma in realtà voleva riconciliarsi con suo figlio.
Stephan vide sul cellulare le chiamate infinite e senza risposta di Giselle. Ma non la richiamò… pensava che fosse giusto interrompere questo legame con lei…. sapeva che non sarebbe riuscito a portare avanti, ma sapeva anche si stava comportando da vigliacco e lei non l meritava…. pensava fra sè e sè che Giselle meritava un amore infinito , qualcuno che l’amasse talmente tanto da farle dimenticare lui….
Comunque adesso stava a Rennes da suo padre e a breve avrebbe ricevuto una visita inattesa.
La madre bussò alla porta e l’aprì proprio Stephan…
” Che ci fai qui?”
” Aspetta Stephan!” le rispose la madre, Anne. Così si chiamava.
Una donna dai modi aristocratici , in alcuni momenti subdola, manipolatrice, ma molto insicura di sè. Anne volle abbracciare il figlio , ma lui si ritrasse.
” Vattene” …. ” Tu non meriti il mio perdono…. se fossi rimasta a crescermi non avrei così tanti problemi con le donne!”
Lei non risposealle sue parole… riuscì a malapena a sussurrare … ” perdonami”
E’ vero non ti ho crsciuto come avrei voluto o potuto….
Ma quando sei nato ero spaventata e ebbi attachi di panico continui…. e poi … tuo padre già allora non si sentiva bene. E decidemmo di comune accordo di farti vivere con i tuoi nonni paterni.
So che non è giustificabile il mio comportamento … desiderai continuare l’università e laurearmi.
Ma un giorno sarei ritornata da te e … ti prego di perdonarmi…
Lui non rispose, la fece solo entrare e uscì … perchè non voleva più ascoltarla.
Anne si diresse verso il marito …
Da tempo si sentirono anche prima del peggioramento della sua malattia.
” Come stai? Pierre?
” non mi posso lamentare cara Anne?”
Ormai la malattia sta facendo il suo decorso ,si spera in un nuovo farmaco sperimentale …
E’ una buona notizia, Pierre!
A proposito hai incontrato Stephan? è molto turbato e credo abbia lasciato la sua ragazza, Giselle.
Non sapevo nulla di questo… Chi è questa ragazza? è di buona famiglia? Lavora?
Anne ti preoccupi più del conto in banca più di quanto nostro figlio l’ama?
Nostro figlio tende poi a non continuare i suoi rapporti con le donne.
E sai perchè succede questo , Anne?
Vorrai dare la colpa a me?
La dò alla tua non presenza con Stephan!
Stephan nel frattempo pensò di chiamare Giselle, ma cosa dirle?
Era confuso ma questa volta sicuro dei suoi sentimenti per lei.
Ma l’avrebbe perdonato? Doveva chiamarla , purtroppo fu interrotto bruscamente da una persona che non vedeva da tempo.
“Hey Stephan!” ma sei proprio tu??
Cristianne non posso crederci … ma da quanto tempo….
Cristianne era la sua amica di infanzia a Rennes e la sua ex ragazza di tanti anni fa…
Una delle poche che rimase in buoni rapporti.
Si abbracciarono dopo tanti anni .
Si raccontarono un pò delle loro vite e Cristianne rimase colpita da Giselle e da come lui si attaccò tanto a lei.
Stephan le disse che voleva richiamarla per scusarsi …
La sua amica di infanzia gli suggerì di farlo … ma sempre se lui fosse seriamente innamorato di lei…
Stephan aveva bisogno di pensare e ritornò a casa.
Nel frattempo Giselle decise di lavorare a più non posso, facendo anche del volontariato a domicilio per i bambini disabili .
Non voleva pensare più a Stephan…
Sua madre cercò di sostenerla , ma non pensava che tenere dentro questi sentimenti per Stephan l’aiutassero…
Anzi le disse di richiamarlo e di chiarirsi con lui
Ma Giselle non volle saperne più di questo ragazzo complicato.
Trascorsero diversi mesi e i due ex fidanzati decisero di non sentirsi … almeno ebbero anche lo stesso pensiero , la stessa idea di continuare la propria vita senza sentirsi.
Ognuno per motivi diversi cominciarono a dedicarsi al loro lavoro e alla loro vita …..
Solo la notte si pensarono intensamente … alcune volte tra le lacrime
Giselle ebbe delle brevi frequentazioni senza importanza; Stephan single per diverso tempo, anche perchè si dedicò molto al padre e saltuariamente vide la madre , cercò di superare il suo rancore per lei…
Trascorsero diversi mesi e le vite di Giselle e Stephan proseguirono in direzioni differenti ; Stephan aveva il cuore diviso in due, tral ‘amore e l’affetto per il padre e questo sentimento immenso per Giselle.
D’altronde Giselle provava le stesse cose per Stephan , ma nessuno dei due voleva cedere e fare il primo passo.
Stephan ritornò a Parigi dopo quasi un anno , passò a salutare i suoi ex colleghi all’ospedale dove lavorava Giselle … ma quel giorno lei non venne perchè malata.
Stephan chiese di lei se era in sede, ma dissero che la dottoressa era in malattia.
Lui si preoccupò come sempre di lei, se stava meglio… si rese conto di amarla ancora e pensò di come fosse stato stupido allontanarsi da lei , senza darle nessuna spiegazione.
Ebbe rimorso delle sue azioni ma desiderò rimediare e chiamare Giselle.
Si fece coraggio , ma il cellulare di Giselle era staccato; probabilmente stava riposando o comunque non disponibile a rispondere.
Stephan seguì il suo istinto e si presentò alla casa di Giselle.
Bussò e l’aprì la madre… Lei sussultò nel guardarlo… non poteva crederci ma era identico al suo vecchio ed indimenticabile amore, Pierre.
….Pierre … ?
Stephan rimase interdetto .. sono Stephan , un caro amico di Giselle? Lei è la madre?
La madre di Giselle rimase interdetta … si giusto tu sei Stephan… scusami ma ti ho scambiato per un’altra persona… cerchi mia figlia?
..si le rispose.
Giselle stava nella sua stanza… era ancora con un pò di febbre, ma meglio sicuramente a giorni fà….
Stava sul letto a leggere un libro.
Sentì dei rumori nell’altra stanza vicino all’ingresso e riconobbe la voce di Stephan, rimase impietrita ma dopotutto felice molto felice di sentire la sua voce.
Sentì bussare alla sua porta, si alzò di scatto dal letto e dise: “prego “
Si irrigidì vedendo Stephan…
Lui la guardò negli occhi intensamente … ” perdonami , sono stato uno stronzo a lasciarti …”
Non so come riparare al mio errore… ti amo ancora…
Lei indietreggiò improvvisamente , ma lui capì che Giselle l’amava ancora… la prese per la mano , la strinse forte a sè e … si baciarono..
” Come stai? la febbre è passata? ”
si sto meglio sussurrò Giselle
Perchè sei andato via? ti rendi conto di quello che ho passato? Adesso che intenzioni hai ?
Lui si inginnocchiò , la prese per mano e le disse dolcemente:
” vuoi sposarmi? vuoi passare la tua vita con me?
Giselle desiderava sentirsi dire queste parole da troppo tempo, ma esitò a rispondergli…
Temeva che la lasciasse di nuovo…
” non accadrà più questa volta di ferirti…”
“Non è semplice crederti di nuvo Stephan”

